Passione

Un film di John Turturro. Con Mina, Spakka-Neapolis 55, Avion Travel, Pietra Montecorvino, Massimo Ranieri. Documentario musicale, durata 90 min. – Italia, USA 2010 – Cinecittà Luce

4 settembre 2010. Il Festival di Venezia si ricorderà per tanto tempo di questa data. Marco Muller e John Turturro, presente con un progetto made in Italy anche l’anno scorso, Prove per una tragedia siciliana, arrivano in sala con una bellissima e coloratissima corte dei miracoli. Gli interpreti della canzone napoletana sfilano sul red carpet su cui avevano messo il tacco 12 anche Maya Sansa, Cristiana Capotondi e Laura Chiatti. Belle, sorridenti, colorate, allegre, ma soprattutto appariscenti, interpreti come M’barka Ben Taleb, Pietra Montecorvino, Misia e Angela Luce forse non saranno famosissime quanto Ligabue, in arrivo a breve su queste passerelle, ma insieme ai colleghi come Max Casella, Peppe Barra o Gennaro Cosmo Parlato hanno portato in laguna una ventata di semplicità e passione decisamente fuori dal comune. Ce n’era bisogno, visti gli strascichi delle angoscianti anteprime dei film in concorso, tutti accomunati quest’anno da atmosfere davvero lugubri. In Passione invece, presentato nella categoria Fuori Concorso, c’è una gamma di emozioni straordinaria. Nelle canzoni napoletane, tradizione vuole, si parla di amore, rabbia, gioia, problemi sociali e speranza nel futuro. Per questa strana passione per i contrasti questa tipologia di musica continua a piacere a tutte – ma proprio tutte! – le età. Il segreto del clamore suscitato da questa piccolissima produzione Italia-Stati Uniti è davvero molto semplice: si prende una macchina da presa, la si porta tra i vicoli per qualche intervista oppure la si piazza davanti ai sopracitati artisti per registrare performance “live in Napoli”.
Il film parla di musica e di vita, di arte e di difficoltà. Forse in alcuni momenti l’indicatore del sentimentalismo va a fondo scala, ma il tutto viene equilibrato dalle follie di Turturro che ha trovato il tempo per ballare Caravan Petrol insieme a Fiorello, per snocciolare qualche qualche frase in dialetto e per scherzare con i napoletani. Segnaliamo questo stranissimo documentario, alieno come tanti lavori recenti di Turturro a dire il vero, non solo per l’entusiasmo suscitato in sede di proiezione. Anche se sono partiti applausi durante tutta la proiezione fino al gran finale (in un locale si intravede una fotografia di Diego Armando Maradona!) è giusto riconoscere le virtù di questo piccolo grande film, l’unico quest’anno in grado di conquistare tutti per la qualità visiva (alcune riprese cittadine sono veramente da brivido) e per l’allegria in stile Ciprì e Maresco. Grande Turturro che è andato a ripescare alcuni grandi nomi della storia della canzone napoletana infilando un pezzo di Pino Daniele, ha strappato una battuta a Enzo Avitabile e ha recuperato dalle teche RAI un Sergio Bruni d’annata o un sempre straordinario Renato Carosone.
Consigliato per chi ha amici napoletani – chi scrive ne ha una e ha allungato fazzoletti in grande quantità! – ma anche a chi vuole girare un documentario e non ha tanti mezzi a disposizione. Con una sola grande idea Turturro è riuscito a cogliere l’anima di un’autentica città-juke box.
In Passione, film presentato a Venezia nella categoria Fuori Concorso, c’è una gamma di emozioni straordinaria. Nelle canzoni napoletane, tradizione vuole, si parla di amore, rabbia, gioia, problemi sociali e speranza nel futuro. Per questa strana passione per i contrasti, questa tipologia di musica continua a piacere a tutte – ma proprio tutte! – le età. Il segreto del clamore suscitato da questa piccolissima produzione Italia-Stati Uniti è davvero molto semplice: si prende una macchina da presa, la si porta tra i vicoli per qualche intervista oppure la si piazza davanti ai sopracitati artisti per registrare performance “live in Napoli”.
Il film parla di musica e di vita, di arte e di difficoltà. Forse in alcuni momenti l’indicatore del sentimentalismo va a fondo scala, ma il tutto viene equilibrato dalle follie di Turturro che ha trovato il tempo per ballare Caravan Petrol insieme a Fiorello, per snocciolare qualche frase in dialetto e per scherzare con i napoletani. Segnaliamo questo stranissimo documentario, alieno come tanti lavori recenti di Turturro a dire il vero, non solo per l’entusiasmo suscitato in sede di proiezione. Anche se sono partiti applausi durante tutta la proiezione fino al gran finale (in un locale si intravede una fotografia di Diego Armando Maradona!) è giusto riconoscere le virtù di questo piccolo grande film, l’unico quest’anno in grado di conquistare tutti per la qualità visiva (alcune riprese cittadine sono veramente da brivido) e per l’allegria in stile Ciprì e Maresco. Grande Turturro che è andato a ripescare alcuni grandi nomi della storia della canzone napoletana infilando un pezzo di Pino Daniele, ha strappato una battuta a Enzo Avitabile e ha recuperato dalle teche RAI un Sergio Bruni d’annata o un sempre straordinario Renato Carosone.
Sandro Patè, Film-Rewiew, 7 settembre 2010

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