Tournèe

Un film di Mathieu Amalric. Con Miranda Colclasure, Suzanne Ramsey, Linda Marraccini, Julie Ann Muz, Angela de Lorenzo. Commedia, durata 111 min. – Francia 2010 – Nomad Film

Un viaggio al seguito di un insolito gruppo di donne, un amaro ed imprevedibile backstage del mondo dello spettacolo, una celebrazione della femminilità e della bellezza imperfetta: Tournée di Mathieu Amalric, premiato per la regia al Festival di Cannes è un viaggio senza una meta reale al seguito di un gruppo di artiste di New Burlesque in una Francia che assomiglia tanto ad un non luogo. La trama vede un ex star della televisione francese tornare a casa per portare in tournée, in qualità di produttore, una serie di spettacoli interpretati da un gruppo di artiste americane. Lui spera di dare vita ad una sorta di ‘marcia trionfale’ in modo da riuscire a fare i conti con il proprio passato. Le donne, invece, di cui sappiamo molto poco sul piano personale, invece, affrontano con grazia e divertita ironia l’avventura francese facendo della propria coabitazione forzata un modello di decoro che sembra ricordare quello di una nuova specie di “famiglia” allargata basata sulla vicinanza emotiva. Malinconico, ma mai nostalgico, Tournée è uno spaccato del mondo dello spettacolo che mostra corpi di donne non più giovani alle prese con mascheramenti e giochi di seduzione, dove il fascino deriva più da una misteriosa alchimia femminile che dalla postproduzione digitale. Gli spettacoli, le movenze, le buffe e, al tempo stesso, un po’goffe esibizioni restituiscono, sorprendentemente, allo spettatore sensualità e divertimento, ma soprattutto un inatteso senso di dignità femminile da parte di donne che non mercificano il corpo, ma che attraverso esso rivendicano un sentimento di libertà e indipendenza. Pur non essendo un film perfetto, Tournée risulta certamente essere molto interessante per la sua grande umanità e per il suo compassionevole sguardo ad una realtà in cui tutto viene spiegato attraverso il ‘non detto’. Una storia modellata sul presente da cui passato e futuro vengono scacciati senza troppi complimenti alla ricerca, semmai di un oblio temporaneo. Il New Burlesque mostrato dalla macchina da presa quasi sempre di spalle diventa, dunque, un alibi per una storia decadente, ma tutt’altro che crepuscolare o drammatica, legata al moderno show business. Uno sguardo senza pregiudizi e profondamente umano su un mondo dove la ricerca della propria identità si confonde con un’ansia di libertà spettacolarizzata in un percorso artistico impregnato di sensualità. Senza dubbio un notevole film d’autore, alla scoperta di un mondo, forse, non inedito, ma certamente mai raccontato così a distanza ravvicinata dando ugualmente rilevanza a quanto accade sia al di sotto che lontano dalla luce dei riflettori.
Marco Spagnol, http://www.primissima.it, 10 marzo 2011

Un film sulle donne, ma non solo così. Perché nei loro volti si legge lo sguardo di una femminilità intensa che non appartiene al genere Y, ma ad umanità più vasta. Il new burlesque di “Tournee” si rivolge ad un pubblico che fatica a tirare la cinghia, che conta i soldi nella busta paga, che soffre per arrivare a fine mese, ma che, nonostante tutto e con dignità, non si cela dietro a tali e tante difficoltà. Amalric, il Mathieu di Francia, ci racconta dell’universo di amori, passioni, errori e famiglie con una forte dose d’inquietudine retrò, lasciando spazio al racconto di un viaggio itinerante, che parte dal business, ma vuole arrivare all’essenza dello spettacolo “da strada”. Numero dopo numero, le star americane di questo show edonista raccontano attraverso l’esegesi del corpo la loro stessa vita, cantano le esperienze da loro vissute sulla pelle (tatuata) di donne libere. E Joachim l’impresario le accompagna in un percorso artistico e umano nella provincia francese, ritratta come fredda e distaccata. Non c’è spazio per raccontarsi e spogliarsi col cuore nell’imprenditoria di successo, solo una corsa al quattrino e all’esteriorità dell’e(ste)tica. Come dicono le stesse interpreti “la malattia della nostra epoca è la necessità di perfezione del corpo, le donne sono le prime vittime, ma anche gli uomini ne sono colpiti”. La storia tossicchia narrando il tentativo di sopravvivenza del gruppo in piena tournee, l’Amalric regista non riesce ad evitare qualche passaggio a vuoto, pur regalando attimi di alto cinema, a partire dai titoli di testa, passando per il flirt solitario con una benzinaia in notturna. Dirty Martini e le altre “’si sono rivelate ottime attrici”, afferma, d’altronde le forme richieste per interpretare il ruolo erano quelle di attrici già burlesque per natura, che hanno recitato loro stesse, dando voce e fisico al proprio lavoro extra-filmico. Ma anche molto scenico, se vogliamo spezzare una lancia in loro favore, perché nella pellicola, pur non brillando nei dialoghi, la semplicità della messa in scena è disarmante quanto malinconicamente audace, di sicuro un pregio in un cinema spesso fatto di luci, suoni e colori privi di emozioni vere. Mentre qui l’anima soul urla con il suo protagonista tutto il bisogno di attenzioni, quel grido di aiuto che dovrebbe spettare a chiunque abbia il coraggio di mettersi in gioco e tentare di intraprendere la propria strada. Nudo o vestito fa poco la differenza.
Simone Bracci, http://www.filmforlife.org

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: