One day

Un film di Lone Scherfig. Con Anne Hathaway, Jim Sturgess, Patricia Clarkson, Ken Stott, Rafe Spall.
Commedia rosa, Ratings: Kids+13, durata 107 min. – USA 2011. – Bim

Quanti modi esistono di raccontare l’amore? Lo sappiamo, è una domanda davvero troppo retorica per essere presa anche solo in considerazione per una risposta, ma è normale chiederselo quando ci si ferma ad analizzare come il mondo della comunicazione affronta l’argomento più vecchio e sfruttato dell’umanità. La cinematografia contemporanea ormai tende a porre una base sentimentale anche in quelle storie che dell’amore dovrebbero fregarsene in pieno, conducendo le commedie romantiche verso una strada sempre più stucchevole e sdolcinata. Difficile venirne fuori e i risultati si vedono in un susseguirsi di storie tutte uguali a se stesse che si arrampicano sulla celluloide per cercare un modo alternativo che porti i personaggi verso il lieto fine che tanto sembra piacere agli spettatori di genere. È una storia che va avanti da così tanto tempo che, nell’immaginario comune, le storie d’amore da film sono tutte perfette, ricche di imprevisti ma con una conclusione quasi sempre positiva. Ma i film sentimentali, fortunatamente, non sono sempre tutti così e ogni tanto qualcuno si ricorda, oltre che del lato drammatico dell’amore, anche di quello più cinicamente realista, in cui non basta sapere di provare qualcosa per l’altro per vivere per sempre felici e contenti. Tra questi progetti si può inserire (non senza dubbi) One Day, film diretto da Lone Scherfig, regista di An Education, e basato sul struggente best seller di David Nicholls, autore in questo caso anche della sceneggiatura.
Emma Morley (Anne Hathaway) e Dexter Mayhew (Jim Sturgess) hanno frequentato lo stesso college eppure non si sono mai rivolti la parola fino alla sera della loro laurea: dopo una notte passata tra strane chiacchiere e una giornata, quella del 15 luglio 1988, insieme iniziano un’amicizia destinata a durare tutta la vita, nonostante le grandi differenze che li separano. Emma, infatti, è precisa, minuziosa, una lavoratrice ambiziosa e dai saldi principi, mentre Dexter è il manifesto di una generazione affascinata dal mito della televisione e della celebrità, un ragazzo ricco e affascinante che pensa di fare del mondo il suo parco divertimenti personale. Nel corso dei successivi vent’anni i due vivono momenti cruciali del loro rapporto: il trasferimento di Em a Londra e il successo di Dex come conduttore tv, i primi rapporti stabili e i fallimenti, tutti gli scontri e le speranze, le opportunità mancate e le lacrime di una vita in costante evoluzione.
Raccontata così la storia di Emma e Dexter sembra uguale a tante altre ed effettivamente non c’è nulla di particolarmente originale nel rapporto di questi due amici che sfiora ripetutamente le pareti dell’amore scontrandocisi, per poi ritornare sui suoi passi. Una storia talmente già vissuta e raccontata da essere affine all’esperienza personale di molti di noi e proprio in questo risiede parte della sua facile presa sul pubblico. Il successo del One Day letterario va ricercato però anche nel modo, tutto ruffiano, che Nicholls ha adottato per raccontare questa storia. Nonostante il tutto si svolga in un arco temporale molto ampio, che sfiora i vent’anni, il lettore ha accesso solo a una piccola finestra sulla vita dei due protagonisti, identificata con il 15 luglio di ogni anno, anniversario di quella prima pazza giornata che li ha uniti per sempre. La loro è una storia che si racconta per istantanee, grazie a piccoli flash sulla loro intimità: si ha appunto la sensazione di sfogliare un album di fotografie, assaporando l’emozione che ogni immagine è capace di suscitare, pur non essendo a conoscenza delle sue immediate connessioni cronologiche. L’istantanea in questione è il 15 di luglio e, che i personaggi abbiano 23 o 43 anni, sembrano tutti così familiarmente uguali eppure diversi. In qualsiasi modo lo si voglia guardare, One Day comunque una storia d’amore: “Ma è anche un romanzo sull’amicizia e sulla famiglia, sulla nostalgia e sui rimpianti, sul modo in cui i sogni e le speranze non si avverano mai del tutto, perlomeno non come ci aspettavamo. C’è una nota dolceamara in questa storia”, racconta David Nicholls, ed è proprio questo suo essere romantico ma disilluso, eterno ma cinico ad aver ammaliato i lettori di tutto il mondo che lo hanno eletto tra i migliori romanzi del 2009.
“È una sfida interessante cercare di condensare vent’anni di un personaggio in un romanzo. Quando poi si deve comprimere ulteriormente la storia nelle due ore circa di durata di un film è inevitabile che qualcosa vada perduto; bisogna rassegnarsi a questo fatto. Comunque sia One Day è un adattamento molto fedele, sia per quanto riguarda il tono e l’atmosfera, sia per quanto riguarda lo stile narrativo”. Ed effettivamente i pregi dell’utilizzare lo scrittore anche come sceneggiatore del prodotto cinematografico si vedono tutti. Pur mancando di alcuni pezzi e mostrando episodi che per alcuni anni si trasformano seriamente in un fotogramma sbiadito, le atmosfere della storia originale rimangono esattamente le stesse, senza perdere una sola sfumatura dei caratteri complessi e in conflitto di Dex ed Em. Ed è proprio questa particolarità a distinguere One Day dagli altri film che utilizzano lo stesso espediente per raccontare una storia, primo fra tutti il nostro recente Dieci Inverni. Il film di Lone Scherfig è fresco e dinamico, lineare nella narrazione frammentaria quanto interiorizzato nei meccanismi psicologici, ricco di richiami a quegli anni Novanta in cui tutti abbiamo vissuto qualcosa che lega indissolubilmente il nostro passato a quello dei protagonisti. Ma indubbiamente One Day non è un film per tutti: gli scontri tra Emma e Dexter sono estenuanti e inconcludenti, vittime di un’era in cui tutti rincorrono quello che pensano possa renderli felici senza accorgersi di quello di cui hanno realmente bisogno. Il loro amore si scontra continuamente senza mai trovare pace: uno di quei tipici atteggiamenti che, sullo schermo come nella vita, si amano o si odiano. Gli appassionati di amori impossibili e struggenti non potranno fare a meno di adorare la corsa infruttuosa verso la felicità di Emma e Dexter, i più realisti vedranno la pellicola solo come un inno al procrastinare. In entrambi i casi One Day rimane comunque un progetto interessante, ben diretto e raccontato, il cui cuore restano i due protagonisti. (…)
Antonella Murolo, http://www.everyeye.it

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