Melancholia

Un film di Lars von Trier. Con Kirsten Dunst, Charlotte Gainsbourg, Kiefer Sutherland, Charlotte Rampling, Alexander Skarsgård. Fantascienza, Ratings: Kids+16, durata 130 min. – Danimarca, Svezia, Francia, Germania 2011. – Bim

È il giorno del matrimonio per Justine (Kirsten Dunst). In compagnia dello sposo arriva nel maniero del cognato e della sorella Claire (Charlotte Gainsbourg) dove è stata meticolosamente organizzata la sfarzosa festa di nozze. Ad aspettarli ci sono parenti, colleghi e amici tra i quali, però, i rapporti non sono sempre idilliaci. Gli attriti che si creano risvegliano in Justine un senso di sconforto e di malessere interiore che la portano ad allontanarsi in più occasioni dai festeggiamenti. La cosa inizia ad essere notata dagli invitati ma nonostante i richiami della sorella la situazione degenera. La festa si conclude perfino con la separazione dal novizio marito. Fine prima parte.
Seconda parte. L’accaduto ha fatto precipitare Justine in uno stato di profonda depressione dalla quale non riesce a uscire. Claire la invita a trasferirsi a casa sua, ma a preoccuparla non è solo la condizione della sorella, ma una minaccia più grande. Un pianeta chiamato “Melancholia” si dirige velocemente verso la Terra e un’eventuale collisione causerebbe la distruzione totale del nostro pianeta. Si invita all’ottimismo, ma il rischio è concreto.
Realizzare un film del genere necessita intelletto, arte e tanto coraggio, e Lars Von Trier ce li ha tutti. Oltre che per le sue doti, il regista Danese è famoso per il suo carattere tutt’altro che facile, per il suo essere provocatorio, per la sua insolenza che lo portano a inserire tra i character posters del film anche quello dedicato a se stesso e a dichiarare a Cannes di “capire Hitler” (causandosi l’esilio dal Festival). I suoi film sono lontani dagli schemi tradizionali, raccontano i dolori dell’esistenza e esaminano con pessimismo la natura dell’uomo. Con una messa in scena esplicita, disturbante e spietata ha realizzato film molto incisivi come Dogville e Le onde del destino. Se recentemente con Antichrist aveva un po’ esagerato, con questo film ritrova la giusta lucidità confermandosi un grande cineasta.
Melancholia è un film affascinante e coinvolgente che colpisce lo spettatore con una tale forza da lasciarlo inerme.
Condizione necessaria per amare questo film è accettarne i temi trattati. Depressione, dolore e morte (sia psicologica che fisica) vengono affrontati in maniera molto profonda e realista da risultare quasi molesta. Temi sgradevoli ma che fanno parte del nostro mondo e meritano di essere argomentati.
Appurato questo, il film coinvolge da subito lo spettatore grazie al suo realismo. Alla festa ci vengono mostrate le relazioni tra i vari personaggi (tutti ben definiti) stabilite dalle convenzioni, dettate dai loro valori ma soprattutto dalle loro debolezze. Tra loro osserviamo Justine iniziare a provare disagio e sentire il bisogno di distaccarsi da tutto ciò. Ma questo è solo l’inizio di un distacco più ampio. La seconda parte del film è dominata dalla minaccia di Melancholia. Conosciamo meglio Claire, spaventata dall’eventuale cataclisma e ritroviamo una Justine definitivamente separata dalla società, sofferente ma libera, ideale portavoce dell’impietoso messaggio di Von Trier: il nostro è un mondo maligno che merita il suo destino. Seguiamo le due sorelle affrontare la possibile fine in maniera differente, fino ad arrivare al finale che è in pugno allo stomaco che lascia senza fiato.
Il film funziona, oltre che nella vicenda umana, anche in quella catastrofica. Nonostante l’ambientazione si limiti ai confini del maniero, l’incombere del disastro viene rivelato con una tensione e un’angoscia che gli “specialisti” di Hollywood in devastazioni di massa come Michael Bay e Roland Emmerich non sono mai riusciti a creare (d’accordo, quello è un altro genere di film, ma un po’ di questa tensione non ci starebbe male). Questo dimostra che Von Trier, pur realizzando film estremamente personali, quando vuole sa ben governare le tecniche cinematografiche.
Fondamentali le ottime interpretazioni delle protagoniste Kirsten Dunst (premiata a Cannes) e Charlotte Gainsbourg, ma all’altezza anche il resto del cast composto da Kiefer Sutherland, John Hurt, Stellan e Alexander Skarsgàrd e Charlotte Rampling.
A mio avviso Melancholia è una delle opere più riuscite e complete di Lars Von Trier (qua e là trova spazio perfino l’ironia). Un film emozionante che tocca corde molto profonde e scuote lo spirito. Per trascorrere un paio d’ore spensierate forse non è il film più azzeccato, ma se siete amanti del buon cinema non potete assolutamente perderlo.
Ulmer, http://www.cinefilisenzagloria.com, 13-11-2011

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