The help

Un film di Tate Taylor. Con Emma Stone, Viola Davis, Bryce Dallas Howard, Octavia Spencer, Jessica Chastain. Drammatico, Ratings: Kids+16, durata 137 min. – USA 2012. – Walt Disney

Tratto dal romanzo omonimo di Kathryn Sockett e forte dello straordinario successo ottenuto oltreoceano la scorsa estate (uscito 154 milioni di dollari, dopo esserne costati 25, nelle prime 5 settimane di programmazione) arriva sugli schermi italiani The Help. Cinque nomination ai Golden Globes (un solo premio conquistato da Octavia Spencer come miglior attrice non protagonista), altrettante candidature ai prossimi Bafta e – siamo pronti a scommetterci – almeno un paio di nomination agli Oscar 2012; fanno di The Help un film sicuramente molto atteso. Pensate alla società americana razzista, ottusa ed ipocrita degli Stati Uniti del Sud, nel pieno dei ruggenti anni ‘60; alle ambientazioni di La lunga strada verso casa (1990) e La vita segreta della Api (2008). Fatto? Dovreste esservi fatti un’idea abbastanza precisa del contesto in cui si muovono i personaggi del film. Nonostante le atmosfere edulcorate ed il tono sostanzialmente leggero scelto da Tate Taylor (qui anche sceneggiatore) per portare sullo schermo la vicenda (del resto si tratta di una produzione Disney), siamo di fronte ad un dramma sociale di grande impatto, soprattutto grazie alle straordinarie performance delle protagoniste, sul cui talento si basa l’intera pellicola. Una storia importante di emancipazione femminile e razziale, che riesce ad equilibrare bene sorrisi e commozione (e che avrebbe probabilmente potuto essere un vero gioiello, se si fosse tenuto alla larga dalla facile retorica). Ci troviamo a Jackson, nel Mississipi. Eugenia “Skeeter” Phelan è appena tornata dall’università e sogna di diventare scrittrice. Il patinato mondo che la circonda le va stretto e si sente diversa da tutte le sue amiche d’infanzia, per le quali la massima aspirazione sembra essere quella diventare la moglie di un buon partito, avere dei bambini ed abitare in una bella casa. Decisa a raccogliere in un libro le testimonianze dei quotidiani soprusi, delle ingiustizie e delle frustrazioni, che le domestiche di colore devono sopportare; convince due di esse a raccontarle le loro storie. Dall’improbabile amicizia dell’ereditiera bianca e delle coraggiose Aibileen e Minny, nasce un progetto letterario segreto che ha il sapore delle vendetta ed abbatte le regole sociali, mettendo tutte loro a rischio. Abbiamo già detto che la vera forza della pellicola è rappresentata dall’ottima prova attoriale di tutto il cast. Lo ripetiamo: Viola Davis e Octavia Spencer sono straordinarie. Le seguono a un passo di distanza Jessica Chastain, Sissy Spacek, Bryce Dallas Howard e Mary Steenburgen. Fra tutte, la meno incisiva risulta probabilmente essere Emma Stone, ma solo a causa di un personaggio meno caratterizzato e memorabile degli altri. Buona la regia, che accompagna senza enfatizzare eccessivamente il susseguirsi delle varie situazioni. Stupendi i colori saturi scelti per i paesaggi estivi e i bellissimi abiti d’epoca. Anche se quella di The Help è una storia bene o male ben nota, è comunque una storia che merita di essere raccontata. Non solo perchè parliamo di un buon prodotto cinematografico, che saprà accontentare i gusti di un pubblico molto variegato; ma soprattutto perchè, anche a quasi 50 anni dalla fine della segregazione razziale, in un momento storico che vede un nero alla guida degli Stati Uniti d’America, il razzismo è ancora un problema reale e tristemente attuale.
Simona, http://www.cineblog.it, 17 gen 2012

Sappiamo perfettamente che aprire una recensione con una lista di nomi può risultare di difficile lettura se non addirittura noioso. Però stavolta faremo un’eccezione, perché il cast tutto al femminile di “The Help” merita di essere citato, in doveroso ordine alfabetico: Jessica Chastain, Viola Davis, Aunjanue Ellis, Bryce Dallas Howard, Allison Janney, Anna O’Reilly, Sissy Spacek, Olivia Spencer, Mary Steenburgen, Emma Stone, Cicely Tyson. Se possibile segnatevi questi nomi, perché è probabile che vogliate ricordarli tutti. A loro intanto va il nostro sentito applauso: questo gruppo di attrici ha messo insieme una delle più grandi interpretazioni collettive della storia del cinema americano contemporaneo, paragonabile a quella all-star di “America oggi” di Robert Altman, lungometraggio vecchio di ormai quasi vent’anni. Non c’è una singola scena di “The Help” che non sia da loro recitata in maniera sopraffina, sia nei duetti che in momenti collettivi. Tratta dal romanzo della scrittrice Kathryn Stockett, la sceneggiatura scritta dallo stesso regista Tate Taylor racconta della presa di coscienza della giovane giornalista Eugenia “Skeeter” Phelan, che attraverso un libro anonimo raccoglie le testimonianze di decine di cameriere di colore discriminate in uno stato del Sud dei primi anni ’60. A parte qualche piccola ovvietà e alcune leggere sbavature retoriche, lo script è assolutamente equilibrato nel regalare momenti di commedia di costume con altri ovviamente più consoni alla forza del tema trattato: soprattutto Viola Davis e Olivia Spencer fanno da perfetto contraltare nel rappresentare il lato drammatico e quello più leggero della vicenda narrata. Scrittura calibrata, dialoghi pieni di sostanza, battute che ogni attore vorrebbe recitare: “The Help” è impostato anche a livello di messa in scena come un film volutamente fluido, oseremmo dire “classico”. La regia di Taylor non sottolinea minimamente gli eventi, la lascia che siano portati al pubblico dalla forza dei personaggi e dalle clamorose interpretazioni del cast. In almeno cinque scene la forza del messaggio e l’emozione che provoca riescono a indignare, commuovere, sorridere o addirittura ridere a crepapelle. Il potere di questo tipo di cinema è quello di non raccontare magari qualcosa di nuovo, ma di saperlo fare con una tale precisione e ricchezza di contenuti da sorprendere ogni volta. “The Help” è un film magnificamente riuscito perché torna a mostrare un momento buio della storia e della società americane non troppo lontano e lo fa con pienezza, passione, lucidità narrativa.
Adriano Ercolani, http://www.film.it, 17/01/2012

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