This is England

Un film di Shane Meadows. Con Thomas Turgoose, Stephen Graham, Jo Hartley, Andrew Shim, Vicky McClure. Drammatico, durata 101 min. – Gran Bretagna 2006. – Officine Ubu

Il cinema inglese non ha ancora terminato di elaborare le problematiche sociali che la Gran Bretagna ha sofferto negli anni Ottanta per le politiche thatcheriane. Affianco a nomi noti come Ken Loach, Stephen Frears, Alan Parker, Mike Leigh e più recentemente Peter Cattaneo, dovrebbe spiccare il nome di Sheane Meadows, autore che da anni concentra i suoi lavori sulla working class operaia inglese di quegli anni. Misteriosamente in Italia il suo cinema è stato dimenticato dalla distribuzione, che ha portato in sala solo il suo C’era una volta in Inghilterra (Once Upon a Time in the Midlands, 2002) forse il meno convincente tra i titoli firmati da Meadow.
This is England, Vincitore del Premio Speciale della Giuria al Festival Internazionale del Film di Roma e di numerosi altri Premi internazionali, è forse il suo film più riuscito, uno spaccato durissimo dell’Inghilterra degli anni ’80, dove la politica e la disoccupazione hanno dato vista a fenomeni di devianza di dimensioni preoccupanti (i corsi e ricorsi storici oggi hanno mostrato un’attualità non lontana da quella raccontata nel film).
L’anno è il 1983, l’esercito inglese sta combattendo una guerra che molti considerano inutile per le isole Falklands, al governo c’è Margaret Thatcher e, come oggi, la crisi economica spaccava il paese tra poveri e ricchi. Il dodicenne Shaun, che la guerra ha reso orfano di padre, è vittima del bullismo dei compagni di scuola. I soli amici che riesce a trovare, e con cui sembra aver instaurato un’amicizia paritaria, è un gruppo di skinhead più grandi. Il suo ingresso nel club è fatto di piccoli riti di iniziazione, compresa una vera e propria vestizione con gli abiti di “divisa” per essere riconosciuto come uno di loro. Musica, birra e bravate sono quelle di ragazzi fondamentalmente a posto, ma l’equilibrio si rompe quando un ex carcerato entra nel gruppo cercando di dare significati politici alle loro scelte. Il clima diventa così sempre più violento e razzista, per Shaun sembra essere arrivata l’occasione di vendicare il padre morto alle Falklands.
Colpisce diretto allo stomaco, come un pugno ben assestato, questo This is England, un ritratto spietato di un momento storico di sbando nonostante la storia lo abbia dipinto come governato col il pugno di ferro. Sono passati venticinque anni fa, ma forse la distanza che ci separa da quel passato oggi da non è così grande, sebbene oggi i mass media abbiano assorbito gran parte delle colpe legate a un certo tipo di società violenta (non a caso per i recenti Riots londinesi sono state minacciate azioni di censura dei Social Network, per la prima volta in una democrazia occidentale).
Negli anni Ottanta, deve essere sottolineato, che il movimento degli skinhead non aveva ancora ottenuto una connotazione politica legata alle frange estreme, sia di destra che di sinistra, e l’adesione a questi gruppi era una forte tentazione per quella fetta di popolazione giovane di sottoproletariato, sempre più facilmente disoccupata. Solo l’intervento del Fronte nazionale gli diede una forte caratterizzazione razzista e antisemita.
La parabola del giovane Shaun diventa così una metafora per una intera nazione, incapace di emergere da una situazione drammatica se non con il conformismo di una mentalità agghiacciante che cerca la forza nel gruppo ma non riconosce la dignità dell’altro. Meadows ci racconta questa realtà senza descrivere dei mostri, ma dei personaggi in cui è anche possibile immedesimarsi e capire le motivazioni delle loro scelte.
Splendido il lavoro del cast, su cui spicca il giovanissimo Thomas Turgoose, assolutamente credibile in un ruolo decisamente complesso, ma di gran pregio è tutto il comparto attoriale che lo circonda. Come spesso ci capita di sottolineare, un film come This is England non troverebbe la via delle sale cinematografiche italiane senza il lavoro del doppiaggio, ma se possibile un film di questo tipo sarebbe da vedere in lingua originale. Anche se vecchio di cinque anni, un film assolutamente da recuperare e non perdere!
Carlo Prevosti, http://www.cineblog.it

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