Buoni a nulla

Un film di Gianni Di Gregorio. Con Gianni Di Gregorio, Marco Marzocca, Valentina Lodovini, Daniela Giordano, Gianfelice Imparato. Commedia, durata 87 min. – Italia 2014. – Bim

Festival di Roma. Terzo giorno. Finalmente si ride. Non solo a Roma, visto che ”Buoni a nulla” di Gianni Di Gregorio è finora il film italiano più divertente della stagione. Scombinato, magari, (…) dopo una prima parte fantozziana deliziosa dominata da attori in gran forma, da Gianfelice Imparato a Marco Mazzocca, dalla maggiorata Valentina Lodovini a Anna Bonaiuto con i grandi cammei di Giovanna Cau e Ugo Gregoretti come condomini rompicoglioni, ma sempre leggero, frizzante, pieno di ironia.
Gianni, ovviamente Gianni Di Gregorio, è il tipico impiegato statale romano fannullone. Ha una bella casa in centro, dalle parti di Via Giulia ci sembra, una moglie che se ne è andata da tempo e vive con un dentista psicologo, Marco Messeri, sempre divertente, una figlia. Sul lavoro passa il suo tempo leggendo il giornale e fumando la sigaretta elettronica in mancanza di altro preparandosi all’imminente pensione.
Ma il suo megadirettore, che è poi il suo produttore Angelo Barbagallo, lo avvisa (“Legge lei o leggo io?”) che per legge dovrà passare nell’azienda statale altri tre anni. Non solo. E’ stato spostato nella sede distaccata verso Fiumicino, località Torrino. Un disastro.
Il primo giorno arriva sul posto di lavoro alle 11 e mezzo. Coi mezzi… Lì Gianni si ritrova nella più pura delle situazioni fantozziane. C’è una megadirettrice con cagnolino (fortunatamente non muore come in tutti i film italiani), interpretata da Anna Bonaiuto con un po’ di ricordi della mitica Silvani, c’è il collega Christian, una specie di Calboni di Giuseppe Anatrelli che Gianfelice Imparato recita da quel grande attore di tradizione napoletana che è (e come era Anatrelli), la divertente Valentina Lodovini dal seno straripante che fa impazzire il suo vicino di banco, Marco, cioè Marco Mazzocca, l’unico attivo e capace sul lavoro, ma incapace di ribellarsi alla prepotenza del mondo e dei compagni di lavoro.
Seguendo il consiglio del dentista Messeri, Gianni per la prima volta in vita sua si incazza col mondo e affronta delle decisioni. Si ribella alla coinquilina odiosa, Giovanna Cau, al collega Christian, prendendo presto il suo posto nelle grazie della direttrice. Rifiuta di lasciare la sua bella casa in centro alla figlia per andare a vivere in un monolocale al Torrino. E si fidanza o quasi con la sorella di Marco al ritmo della rumba.
Poi decide di aiutare anche Marco nel superamento della timidezza e della tipica malattia da impiegato fantozziano. E lì le cose si complicheranno un po’. Ben scritto, con grandi battute e situazioni magari già viste, ma risolte sempre con grande eleganza, il film vive nella prima parte della grazia di Di Gregorio nel dipingere la situazione impiegatizia a fianco di grandi attori e nella seconda, la meno tenuta, della grandiosa verve di Marco Mazzocca che diventa protagonista assoluto del film e, per la prima volta, ha modo di farci ridere come i grandi comici italiani storici.
Non citerò Totò e Peppino, ma Gigi Reder e Giuseppe Anatrelli è più che legittimo. Anche se Mazzocca ha proprio un ruolo alla Peppino. Leggerissimo, costruito per un pubblico magari non giovanissimo, mi ha fatto ridere come raramente mi è capitato negli ultimi tempi.
Marco Giusti per Dagospia.com

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