Ritorno a L’Avana

Un film di Laurent Cantet. Con Isabel Santos, Jorge Perugorría, Fernando Hechevarria, Néstor Jiménez, Pedro Julio Díaz Ferran Titolo originale Retour à Ithaque. Drammatico, – Francia 2014. – Lucky Red

Una stanza senza muri, né soffitto. Aperta all’aria, affacciata sui tetti e sul Malecòn, il lungomare dell’Avana. Questa è una “azotèa”, uno spazio ricavato dalle grandi terrazze condominiali dei palazzi cubani, addossati gli uni agli altri, ed è qui che Cantet ambienta il dramma umano, sociale ma, soprattutto, emotivo del suo film. Partendo dal personaggio del romanzo di Leonardo Padura, Le Palmiere et L’étoile, il regista estrapola un nucleo narrativo che, pur trovando corrispondenza con il carattere di quello della pagina scritta, intraprende tuttavia un proprio percorso, coerente con lo spirito del romanziere, sì, ma anche con lo sguardo curioso e, in senso più ampio, antropologico di Cantet. Acuto osservatore del (mal)essere sociale torna, dopo aver girato un episodio nel film collettivo 7 giorni all’Avana, sull’isola caraibica senza tuttavia mostrarla, o almeno non nell’accezione panoramica, ma concentrandosi nel cuore pulsante della capitale, tra i rumori e i fragori della città, il profilo delle abitazioni, la vita che pullula tra i vicoli e i balconi sospesi sul cemento e sulle antenne. Alla sommità di questi edifici, Cantet riunisce cinque amici di vecchia data in occasione del ritorno a casa di uno di loro. Il sole fa, allora, il suo giro. Accecante li sorprende nel ballo, tiepido li coglie nel momento del rimpianto, per lasciare poi il posto ad una notte fatta di rivelazioni. In un’intera giornata il regista francese costringe i suoi protagonisti a guardarsi, nel presente, alla luce – impietosa – del passato. (…) Tutto è raccontato, parlato, sussurrato e urlato perché la parola – intesa anche come scrigno di memoria storica- è tutto. La macchina da presa di Cantet si muove tra i protagonisti come un sesto elemento: li osserva da vicino, li riprende di spalle, si siede accanto a loro e si sporge dal terrazzo per vedere oltre. (…)
Eleonora Saracino, cultframe.com

Coinvolgente inno all’amicizia, ma anche dolorosa indagine sul fallimento dell’utopia di un’intera generazione vittima (e complice?) delle contraddizioni della storia cubana, Ritorno a L’Avana è un’opera in cui la dimensione privata e quella socio-politica si intersecano in maniera inestricabile. Un film fortemente immerso nella realtà di un popolo impegnato a riflettere sul proprio passato, ma che allo stesso tempo dimostra di possedere una valenza ‘universale’ in grado di conferirgli ulteriori livelli di fruizione e di lettura. L’ennesimo esempio del talento di un autore di massimo rilievo del cinema europeo quale Laurent Cantet.
Stefano Lo Verme, everyeye.it

Ed allora ciascuno esce allo scoperto, grato di essere ancora lì a poter discutere con degli amici davanti ad un bicchiere di rum o di whiskey come non se ne trovano da quelle parti. Soffermandosi, ne sono costretti, ad ammettere cosa ha macchiato un’esistenza sì imperfetta, ma che tra alti e bassi non è poi stata nemmeno così pessima: la paura. È stato, è e sarà sempre questo l’unico vero rimpianto; mentre il sole si alza e la luce illumina la splendida costa.
Antonio Maria Abate, cineblog.it

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