La scelta di Anne – L’évenément

Regia di Audrey Diwan. Un film con Anamaria Vartolomei, Kacey Mottet Klein, Luàna Bajrami, Louise Orry-Diquéro, Louise Chevillotte. Titolo originale: L’evènement. Genere Drammatico, – Francia, 2021, durata 100 minuti. Distribuito da Europictures. 

(Leone d’oro alla 78° Mostra di Venezia)

Più che la storia contano i gesti. Sono negli scatti nervosi di Anne, nei suoi occhi pieni di paura e di vergogna, negli sguardi sul suo corpo mentre continuano a trascorrere le settimane. Viene seguita di spalle, ma il desiderio della ragazza è anche quello di scappare dalla storia. Davanti a sé trova solo muri. I ragazzi che conosce e la loro fuga dalle responsabilità, l’insegnante che sottolinea il suo calo di rendimento a scuola mentre prima era una studentessa brillante, i medici che rifiutano di assecondarla. (…)

I desideri e la malinconia del cinema di Ozon si tingono di nero così come si accenna e poi si dissolve quel ping-pong cinema/letteratura dove vita, arte e scrittura sono i simbiosi come nell’opera di Desplechin. Tratto dal romanzo omonimo di Annie Ernaux, in cui la scrittrice ha raccontato la sua vera storia, La scelta di Anne – L’événement entra direttamente nella testa della protagonista, ottimamente interpretata da Anamaria Vartolomei. Il dramma privato, la condizione femminile, la chiusura della società francese all’inizio degli anni ’60 sono vissuti prevalentemente attraverso il suo corpo inquieto. Cerca frequentemente la direzione giusta ma non la trova. Le sue passioni (la discussione con le amiche su Sarte e Camus) evaporano gradualmente ma la vita che c’era prima potrebbe sparire per sempre.

La scrittrice, giornalista ed editrice franco-libanese Audrey Diwan disegna un altro martirio individuale dopo quello del suo primo lungometraggio Mais vous êtes fous, in cui una coppia lottava per riottenere la custodia delle figlie. In La scelta di Anne – L’événement però c’è un passo in avanti nel modo in cui il dramma diventa più introspettivo e crea uno sfasamento e, insieme un parallelismo, tra la vicenda accaduta ad Annie Ernaux e alla sua protagonista. Narrativamente è l’altra faccia di Il segreto dVera Drake, dalla parte stavolta della paziente. Ci sono le lacrime, il sangue, il pallore sul volto in primo piano. (…) Ha i contorni di un horror alla Franju con pochi squarci di luce, anche irreali, nell’immagine della famiglia felice che ride a tavola dove la madre è interpretata da Sandrine Bonnaire. Il realismo resta solo nell’ambientazione. Anna balla, corre, combatte come se si trovasse in un sogno e non avesse più il terreno sotto i piedi. Nelle stesse inquadrature in classe, quando viene chiamata dal professore, sotto di lei c’è il vuoto. La regia è impura, ma per un romanzo come questo è la chiave giusta. Una ribellione aspra e toccante che turba e conquista.

Simone Emiliani (Sentieriselvaggi.it)

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