L’uomo che vendette la sua pelle

Regia di Kaouther Ben Hania. Un film con Monica Bellucci, Koen De Bouw, Husam Chadat, Rupert Wynne-James, Adrienne Mei Irving. Titolo originale:The Man Who Sold his Skin. Genere Drammatico, Tunisia, Francia, Belgio, Germania, Svezia, 2020, durata 90 minuti. Distribuito da Wanted.

Il mondo dell’arte contemporanea incontra il mondo dei rifugiati politici creando un’intrigante storia che porta la regista Kaouther Ben Hania agli Oscar 2021. L’uomo che vendette la sua pelle è il primo film tunisino e il primo film diretto da una donna ad essere in competizione come Miglior Film Internazionale, nomination meritata che contribuisce a colmare la mancanza di varietà delle istituzioni cinematografiche.

Rinomata per eliminare qualsiasi tipo di frontiera tra individui, popoli e nazioni, l’arte è ampiamente rimessa in discussione. Sì, l’enorme tatuaggio permette la fuga da un paese in guerra e promette libertà ma, dopotutto, anche l’arte lo rinchiude in una sorta di prigione. Diventando esso stesso un’opera stimata milioni d’euro, il ragazzo deve sedersi silenziosamente per ore e mostrare la sua schiena a sconosciuti. Le scelte della fotografia fanno di tutto per trasmetterci il sentimento di oppressione a cui è confrontato. Le luci soffuse, i numerosi interni e le composizioni delle immagini non lasciano spazio al movimento, al pensiero e alla libertà.(…)

Kaouther Ben Hania critica l’assurdità dell’arte contemporanea ma la regista ha ironicamente confezionato un film che non fatica a rientrare nella categoria dell’oggetto artistico. Inoltre, il suo amore per l’arte traspare anche da come ha deciso di rappresentare il protagonista. Il suo corpo è costantemente messo in valore come un’opera d’arte ma senza nessuna connotazione sessuale. Sam è sempre gentilmente filmato e nella galleria sono presenti molteplici dipinti di nudi maschili. Lo sguardo femminile sul corpo maschile cambia le dinamiche a cui siamo abituati e offre nuove interessanti visioni.

Non bisogna dimenticare la straordinaria presenza scenica di Yahya Mahayni, nel ruolo principale, affiancato da altri eccezionali attori conosciuti a livello internazionale come la nostra Monica Bellucci. Volontà, probabilmente, di abbattere anche qui ogni tipo di frontiera tra gli attori, che sia di nazionalità o di popolarità.

Il film è liberamente ispirato alla storia e al tatuaggio di Tim Steiner, creato dall’artista belga Wim Delvoye. L’opera del 2006 è il punto di partenza che ha permesso alla regista di riflettere alla condizione umana, ai problemi della nostra società e ai limiti da non infrangere per preservare la nostra libertà, regalandoci un film brillante e originale.

Mathilde Narros (MyMovies.it)

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